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Parco Naturale Regionale del Campo
dei Fiori
Istituito nel 1984 occupa una superficie
di circa 5400 ettari, ne fanno parte 14 comuni pedemontani
e 3 comunità montane, al suo interno sono comprese
6 riserve naturali; la riserva parziale del Monte Campo dei
Fiori, con un vasto complesso forestale comprendente la cima
del monte; la riserva naturale della Martica Chiusarella,
costituita da ampi prati magri e boschi termofili.
Le altre quattro sono definite riserve naturali orientate:
zona umide con il lago di Ganna e il bacino lacustre paludoso,
importante rifugio della flora relitta, il lago di Brinzio,
al centro del parco e le zone acquitrinose, interessanti per
la fauna anfibia e la vegetazione idrofila.
Nel parco sono stati ripristinati antichi percorsi naturalistici,
sono presenti luoghi di particolare interesse artistico e
religioso, (Sacro Monte) e centri di interesse scientifico
( osservatorio astronomico ).
Riserva Naturale Regionale della Palude
Brabbia
Istituita nel 1983, con la convenzione
internazionale di Ramsar sulle zone umide, confina con i comuni
di Inarzo, Casale Litta, Cazzago Brabbia, Ternate e Varano
Borghi.
Questo biotopo e geotopo è costituito da vari canneti
e zone di torbiera a cui si alternano specchi d' acqua un
tempo coltivati a ninfee.
E' posto tra il lago di Varese e il lago di Comabbio, avendo
così la funzione di luogo di riproduzione per diverse
specie ittiche e da rifugio per la numerosa avifauna, tra
cui il raro falco di palude.
Il centro visite, gestito dalla L.I.P.U., ha sede nel comune
di Inarzo.
Parco Naturale Regionale della Pineta
di Appiano Gentile e Tradate
Istituito nel 1983, ha una estensione
di circa 4600 ettari di verde situato in un territorio urbanizzato
ed è suddiviso per due terzi nella provincia di Como
e per un terzo nella provincia di Varese.
La sede del consorzio di gestione si trova a Castelnuovo Bozzente
(CO). E' costituito da un grande e fitto bosco circondato
da centri abitati.
Il suo interno attraversato solo da due strade asfaltate e
da numerosi sentieri percorribili a piedi o in bicicletta,
permettono di muoversi in un suggestivo ambiente con la vegetazione
caratteristica del paesaggio montano e dove ginestre e pini,
si alternano a boschi misti, caratteristici dal paesaggio
collinare,con betulle, castani, robinie e querce.
Parco Naturale Lombardo della Valle
del Ticino
E' stato istituito nel 1974 dalla Regione
Lombardia, lungo il corso del fiume Ticino e i territori adiacenti,
nella valle omonima scavata nel corso dei secoli dal Lago
Maggiore alla confluenza con il Fiume Pò.
E' gestito da un consorzio di 46 comuni delle provincie di
Milano, Varese, Pavia, Novara, con sede a Bernate Ticino (MI).
Il Parco comprende insediamenti abitativi, produttivi oltre
a terreni agricoli e boschivi. A secondo della peculiarità
e dell' interesse scientifico e forestale la sua superficie
è suddivisa in aree a diversi livelli di protezione:
zona A riserva integrale, zona B riserva orientata, zona C
parco naturale, agricola e forestale, zona D aree a tutela
speciale, zona G area agricola e zona IC aree urbane.
La vegetazione numerosa e diversificata a secondo del terreno,
varia dal bosco misto con diversi tipi di querce, abete rosso,
betulla, ontano, ciliegio selvatico, alla brughiera con pino
silvestre, brugo ginestre, alle coltivazioni di pioppi e faggi.
Nel sottobosco sono presenti la felce, l' erica, erbe spontanee,
fiori come l' anemone, il croco, la primula, la viola, il
ciclamino, il narciso.
Ricca e varia anche la flora lacustre, con fitte fasce di
canne palustri che adornano le rive assieme a fiori natanti
come le ninfee, i ranuncoli e le castagne d' acqua. Sono presenti
anche numerose varietà di animali, tra i quali anche
ungulati di una certa mole come il cinghiale e il daino, altri
di dimensione piť modesta come i roditori.
Il Parco è anche popolato da numerosi uccelli, come
i rapaci, i fasanidi, gli anatidi e, grazie alle garzaie esistenti
nelle zone protette, anche trampolieri come aironi, garzette,
nitticore e altri uccelli di ripa si possono osservare lungo
le rive mentre catturano anfibi o pescano piccoli pesci, che
insieme ad altri di taglia più grande come lo storione
popolano il fiume.
Il fiume offre anche un valido esempio di sfruttamento delle
acque per l'irrigazione e per la produzione di energia elettrica,
con importanti canali, il Villoresi, il Canale Industriale,
il Naviglio Grande, un tempo sfruttati anche per il trasporto
fluviale.
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